domenica 9 marzo 2008

abbiamo cieli da cui farci opprimere, cieli che ci fanno ricordare di essere piccoli...
con le ginocchia piegate, seduti per terra, con le mani sulla faccia e l'incrollabile certezza che le lacrime righeranno gli occhi.

Ma sai che arrivo, sai che sto arrivando, l'uomo nell'angolo ha smesso di ridere di me.
Amare, e non sapere di farlo... amare ciechi, amare sulla fiducia
Non sentire l'amore ma fidarsi della sua esistenza...

Hai un azzurro per me? di quegli azzurri che sembrano il cielo? va bene anche se sta in un bicchiere.

domenica 2 marzo 2008

[...] per ore, aspettare... erigersi al pensiero di lei, scaldarsi, poi cadere. "Arrivo" penso... ma non riesco a dirlo. "Portami via" penso... ma non riesco a dirlo.
Chi cazzo è questa gente? Chi sono 'sti stronzi? scrittori? ...per piacere... almeno state zitti.
Ormai ho imparato a mettere un firewall tra me e la televisione... Siete inutili, e ho imparato a mettervi nel culo il vostro stesso paradosso. Peri il solo fatto di essere in televisione non esistete più.

Ma io intanto sono qui, ho male al collo (...i finestrini della macchina... !) ho il gusto di non esserci e il piacere di guardarmi. Io non mi alzo alle 3 e non mi guardo alla TV.
Anche tu... Enrico... che hai fatto?
[...]

che se poi ci penso allora mi viene fame... vado a prendere un biscotto poi torno

[...]

Fatti trovare, amore mio.

noi, noi

piccola mia

un noi così grande e così eccitante

sporco di sperma, quindi pulito
bagnato di sudore, quindi buono

con gli odori della cucina e i sapori della tua figa che rimangono sotto il naso

con i graffi rossi sotto le tue unghie

a mangiare le nostre anime e cagarle nell'universo

e noi ci sveglieremo vicini
noi ci sveglieremo uno

domenica 24 febbraio 2008

quel sole non scende più di tanto... taglia, brucia, ma non scende.
Graffi di sangue si formano su una vita che volge ormai al nuovo inizio. Bevo ridendo ogni piccolo scarto della società, sento lei che sorride da lontano e l'eco del suo ridere mi sposta i capelli.
Arrivati poi ai piedi della montagna mi gettai a faccia piena tra le sue gambe, assorbendo ogni odore per farlo mio.
Ancora non se n'è andato, quell'odore... non oso lavarlo via.
Quel sole che stavo guardando non può nascondersi, non a me... non alla mia vista

venerdì 8 febbraio 2008

sembranno quasi fili lunghi... sembra quasi che mi prendano per portarmi via. Le due o tre coscienze si rincorrono nel prato nella nebbia, giocano a chiamare il mio nome e io mi giro sempre... ci casco sempre...

Credere ai fili nonostante siano alti? afferrare una delle coscienze scatenate e fermarla?

Guardarmi, seguirmi, sentirmi quasi legato

giovedì 7 febbraio 2008

allora si che cercheremo di svegliarci... sappiamo che questa veglia è falsa.
Nessuna goccia che faccia traboccare i tuoi vasi sulla finestra, solo un sole che comincia a scaldare il cuscino attraverso il vetro.
La mano di lei prende la mia che ancora dormo... la stringe, "sei mio" dice ma non le credo, gioco a non crederle solo per farmelo ripetere.
Lontano, in fondo, alla fine, alla fine di ogni cosa cominciano mille altre cose.

venerdì 1 febbraio 2008

Le mattine si scavalcano con meticolosa fretta, con il rigore dei prigionieri in fila. In quest'orgia di giorni, dove il cazzo delle ore si pianta dove crede io cerco il lubrificante con il miglior rapporto qualità-prezzo, giusto per farsene una mezza ragione, giusto perché là in fondo vedo l'uscita.